CHIVA e ulcere da vene varicose: un intervento semplice che risolve una situazione complessa con risultati a distanza eccezionali.

La CHIVA permette di curare le vene varicose complicate da ulcera con un intervento leggero che garantisce a 10 anni ottimi risultati a distanza  e conserva la safena.

Le vene varicose vanno incontro allo sviluppo di complicanze tissutali in relazione al loro tempo di insorgenza, al tipo di distribuzione della rete varicosa e alla portata dei punti di fuga.

Le complicanze tissutali delle vene varicose compaiono sempre nella parte bassa della gamba (caviglia, area intorno ai malleoli) e consistono in indurimento della cute e del sottocute e successiva perdita della vitalità dei tessuti. Ciò porta in seguito ad un piccolo trauma alla formazione di una ferita che non guarisce spontaneamente ma al contrario, se non trattata in modo specifico, tende ad allargarsi ed a cronicizzare, cioè a non guarire più. Questa ferita si chiama ulcera venosa.

Queste alterazioni tissutali si sviluppano a causa di una eccessiva pressione del sangue nelle vene periferiche. La pressione nelle vene periferiche aumenta perché le vene superficiali non hanno valvole funzionanti e perché la presenza di un punto di fuga va ad aumentare la portata del sistema varicoso, cioè ad aumentare il volume di sangue che riempie le vene.

L’aumento di pressione all’interno delle vene nella zona declive della gamba fa si che la pressione all’interno del vaso sia maggiore di quella nei tessuti. Ciò determina la fuoriuscita di sostanze dannose dal sangue nel tessuto circostante. Queste sostanze danneggiano i tessuti e da qui originano le complicanze descritte sopra.

L’applicazione di un bendaggio aumenta la pressione nei tessuti circostanti le vene malate e riduce la filtrazione di queste sostanze dannose. Il bendaggio flebologico rigido è quindi considerato il trattamento base delle ulcere venose.

CHIVA e vene varicose ulcera
CHIVA e vene varicose ulcera , risultato dopo CHIVA.
Ipodermite posteriore
Ipodermite posteriore da vene varicose e incontinenza della safena. Risultato dopo CHIVA.
Ipodermite acuta , safena, vene varicose
Ipodermite acuta da vene varicose della safena. Risultato dopo CHIVA
Eczema mostruoso bilaterale
Paziente con eczema varicoso infettato bilaterale. Risoluzione con intevento CHIVA e terapia antibiotica.
Ipodermite molto estesa in un paziente con grosse vene varicose
Ipodermite molto estesa in un paziente con grosse vene varicose: risultato sorprendente!!!!
Ulcera venosa ed ipodermite un un uomo
Ulcera venosa ed ipodermite un un uomo, risultato dopo intervento CHIVA a 3 mesi.
Vene varicose recidive dopo stripping e complicate da ipodermite.
Vene varicose recidive dopo stripping e complicate da ipodermite.
Donna in sovrappeso con voluminose varici ed ulcera recidiva. Esiti di una cura CHIVA dopo 3 mesi.
Donna in sovrappeso con voluminose varici ed ulcera recidiva. Esiti di una cura CHIVA dopo 3 mesi.
Ipodermite in insufficienza safenica
Ipodermite in insufficienza safenica

 

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Grande obeso con insufficienza della safena e grave ipodermite

La CHIVA riduce la pressione e la portata del flusso all’interno delle vene varicose e conserva il flusso nella safena.

Questa tipologia di intervento ha in situazioni come quelle descritte risultati eccezionali perché è un intervento molto leggero e non prevede mai di intervenire nella zona malata.

Infatti fare delle incisioni dove la cute è più scura ha come conseguenze che la ricerca e l’isolamento della vena da reperire può essere molto complessa perché i tessuti sono infiammati e i vasi vi sono fortemente adesi . La cicatrice inoltre può esitare nella guarigione e può anche divenire un’ulcera. La realizzazione di un intervento emodinamico in questa situazione è di solito molto semplice perché in un paziente con delle varici “storiche” e con un reflusso importante ci sono sempre molte perforanti di rientro. La presenza delle perforanti di rientro permette di applicare con semplicità la strategia CHIVA e di ridurre il reflusso facendo si che la zona malata (detta ipodermite) recuperi elasticità e l’ulcera guarisca.

Al contrario le metodiche che prevedono di guarire le ulcere attraverso la eliminazione della safena e la soppressione totale del reflusso sono in questo caso molto invasive ed hanno lunghi tempi di guarigione chirurgica. Le recidive della cura CHIVA a distanza di 10 anni dall’intervento sono minori delle metodiche di demolizione safenica, come dimostrato dalla letteratura scientifica.

Per scaricare queste immagini fai click qui.

Il video che segue mostra un caso di insufficienza venosa cronica in stadio avanzato che viene trattato con un semplice intervento in anestesia locale della durata di 25 minuti, con due sole piccole incisioni.

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