Anche i medici hanno le vene varicose …

Radiologia CremonaQuesto post è stato gentilmente creato da un medico Radiologo Interventista. Presentava  una vena varicosa sul ginocchio destro che non aveva nessuna connessione con la safena interna, ma originava direttamente da una perforante del canale di Hunter che dopo un lungo decorso intramuscolare emergeva in corrispondenza del ginocchio. Il lungo decorso intramuscolare è una controindicazione all’intervento chirurgico, così è stata effettuata una semplice iniezione sclerosante nel punto in cui la perforante emergeva dalla fascia ed iniziava la vena varicosa.

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Dott. Ugo Marini

 

7 commenti su “Anche i medici hanno le vene varicose …”

  1. Antonio Ruscillo

    Mia moglie una settimana fa, con prescrizione del medico curante, si è sottoposta a visita specialistica. Il medico auspicava l’intervento alle gambe. Lo specialista ha ritenuto e consigliato – mia moglie ha 75 anni – di evitare interventi e tirare avanti con pillole e calze elastiche. È proprio tardi? Grazie.

  2. Grazie mille. E’ stato esaustivo. Onestamente rimane difficile accettare che la “flebologia ufficiale” non abbia adottato la CHIVA come metodica dominante e principale. La spiegazione che mi sono dato è che forse è troppo difficile e quindi i flebologi in maggioranza non abbiano avuto voglia di impararla e si siano poi divulgate anche informazioni negative false.

  3. Salve, lei pensa che una metodica per essere validata deve essere diffusa nel mondo anglosassone? Mi dispiace deluderla ma non è così. La scienza medica che si occupa di definire i criteri di efficacia di una procedura si chiama Evidence Based Medicine ( http://www.treccani.it/enciclopedia/evidence-based-medicine/ ) spesso rappresentata come una piramide sulla cui sommità stanno i procedimenti che hanno maggiore evidenza. Come potrà vedere da questa immagine dopo averla cercata sul web sulla punta ci sono gli RCT e le review di cocietà come la Cochrane Library. Questi sono i link agli RCT ( https://drive.google.com/file/d/0B9u_dUXdRAPYQzZJdi1UX20tX3M/view?usp=sharing ) ed alla Cochrane ( https://drive.google.com/file/d/0B9u_dUXdRAPYZFNHelNRblJHdDg/view?usp=sharing ). Non mi sembra che nella EBM sia menzionata la diffusione nel mondo anglosassone. La terapia più diffusa in America è il Laser endovascolare, terapia che demolisce la safena senza asportarla chirurgicamente ma con risultato analogo e che è rimborsata dal sistema assicurativo. Ciò che non è rimborsato dalle assicurazioni non può essere fatto, le sembra questo un criterio scientifico di inclusione? Comunque in questo recente articolo trova il parere di Peter Gloviczki, presidente dell’American Venous Forum, alla cura CHIVA https://drive.google.com/file/d/0B9u_dUXdRAPYTGhUYk9HUGxkWkk/view?usp=sharing . Ed alla fine di questo video (dopo 7 min.) può ascoltare dalla voce un molto referenziato Prof Americano il commento ad una mia relazione tenuta a Phoenix- Arizona – nel Novembre scorso http://vimeo.com/111612767 . Quindi la non diffusione in America è dovuta al problema assicurativo e a quello culturale, come dice lo stesso Gloviczki nel suo articolo. Spero di essere stato esaustivo.

  4. Buongiorno, ho cercato informazioni e testimonianze sulla tecnica CHIVA in inglese ed ho scoperto che nei Paesi anglosassoni e’ ancor meno praticata che non in Italia. Alcuni siti in inglese di cliniche specializzate ne parlano ma solo per dire che non la praticano. Come mai una tecnica che funziona meglio di altre non ha preso piede nel mondo? Grazie

  5. Non avevo nessuna intenzione di farmi tirar via la safena dai colleghi chirurghi (chissà come mai) … così ho avuto la fortuna di incontrare chi ha introdotto in Italia la tecnica CHIVA, il Prof. Stefano Ermini in persona!
    Ora ho un solo rimpianto: non esserci andato prima!
    Grazie di cuore, Prof Ermini!

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