Le Gambe Gonfie , quali sono le cause di questo problema ?

Fluon
Le gambe gonfie rappresentano una patologia che diviene più frequente con l’arrivo del caldo. Le gambe gonfiano nella maggior parte dei casi per una disfunzione del sistema venoso o linfatico, ma anche altre patologie possono dare sintomi simili. vediamo patologia per patologia, le correlazioni con il sintomo gonfiore, cioè con l’edema.

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Sclerotherapy 2014

Il Prof Ermini ha partecipato a questo importante evento internazionale con 4 relazioni.

Useful physiopathology of telangectasia from Stefano Ermini

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Tutto quanto c’è da sapere per organizzare l’intervento

Questo articolo contiene le risposte alla domande più frequenti dei pazienti che devono effettuare l’intervento e tutti gli stampati che vengono consegnati. L’intervento è ambulatoriale ed in anestesia locale, tuttavia si preferisce far fare al paziente alcuni semplici esami del sangue, un elettrocardiogramma e somministrare un antibiotico e l’eparina. Quello che il paziente dovrà fare è estremamente semplice ed è riassunto tutto in questo articolo.

Se invece state cercando informazioni sull’intervento CHIVA si consiglia di visitare il  sito veneinforma.com o leggere i post di questo blog http://chiva.it/ fra cui in particolare si consiglia “Vene varicose: 5 motivi per salvare la safena” .  Questo Blog include i commenti dei pazienti.

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CHIVA e ulcere da vene varicose: un intervento semplice che risolve una situazione complessa con risultati a distanza eccezionali.

La CHIVA permette di curare le vene varicose complicate da ulcera con un intervento leggero che garantisce a 10 anni ottimi risultati a distanza  e conserva la safena.

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La cura CHIVA: Riflessioni sui criteri di scelta terapeutica, conservativi o demolitivi, nel trattamento delle vene varicose degli arti inferiori.

( questo articolo non è adatto ad un pubblico laico per la tecnicità dei contenuti)

La cura CHIVA è il trattamento conservativo emodinamico delle varici. L’emodinamicità va di pari passo alla conservazione del drenaggio venoso negli assi safenici ed in gran parte delle collaterali; è la caratteristica essenziale che contraddistingue questa metodica.

La superiorità a 5 e 10 anni dei  risultati della cura CHIVA nei confronti dello stripping è validata da 4 trials prospettici randomizzati  (RCT).

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Safena e vene varicose:Nuove tecnologie di intervento

Vene varicose dopo CHIVA, ottimo risultato estetico senza togliere la safena.

Vene varicose dopo CHIVA, ottimo risultato estetico senza togliere la safena.

Le moderne tecnologie nel trattamento delle vene varicose rappresentano una innovazione tecnologica ed una diversificazione solo nel modo di eliminare la safena.

Basta con lo stripping …  si legge su altri blog … si sono d’accordo, basta con lo stripping ma basta anche con tutte queste altre metodiche che di innovativo hanno solo la diversificazione nel modo di demolire la safena. Continue reading

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Capillari, cellulite e scleroterapia: come trattare i capillari migliorandone il drenaggio

Spesso i capillari sono nella stessa sede della cellulite e con la scleroterapia e il laser non si hanno i risultati sperati. Scopo di questo articolo è spiegare i rapporti fra i capillari delle gambe e la cellulite , in modo da comprendere che il problema non è scegliere fra scleroterapia e laser, ma intervenire con una strategia globale del problema.

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Vene Varicose e CHIVA: La safena è sempre tutta ammalata ?

Queste considerazioni sulla anatomia della safena incontinente sono importanti nelle programmazione dell’intervento CHIVA per le vene varicose e per capire come spesso viene eliminata una safena quasi normale. La safena interna non è una vena immediatamente sottocutanea, ma è contenuta in uno sdoppiamento della fascia che la riveste come se fosse una calza elastica e le impedisce di diventare tortuosa e di dilatarsi. Ciò vuo dire che esiste una discrepanza fra la dilatazione/malattia della safena e la presenza di inestetiche ed a volte voluminose vene varicose.

Il primo elemento che è stato valutato per definire il grado di malattia della safena è la incontinenza della valvola terminale della cross safeno femorale.
La cross safeno femorale si trova all’inguine ed è la congiunzione della safena alla vena femorale. A questo livello, se la valvola terminale è incontinente c’è un passaggio del sangue dalla vena profonda, la femorale, verso la safena che è più superficiale. Questa incontinenza fa si che il sangue segua un ricircolo vizioso fra vene profonda e vene superficiali, aggravando il ristagno di sangue nelle vene superficiali.

incontinenzaq valvola terminale safena

La valvola terminale è incontinente nel 51% dei casi di varici dsafeniche

 

 

 

 

 

 

 

Se la valvola terminale è continente intervenire sulla cross distrugge una valvola sana e peggiora l’emodinamica della safena. La valvola terminale è continente nel 49% dei casi di incontinenza della safena interna.

Incontinenza segmentaria della safena:

Se analizziamo la safena a vari livelli troveremo che l’asse safenico quasi mai è incontinente in maniera continuativa ma ci saranno segmenti continenti intervallati da altri incontinenti. Quindi intervenire sulla safena in assenza di una cartografia dinamica vuol dire che in molti casi sarà demolito almeno un segmento safenico sano.

Terzi safenici incontinenti

Safena: Terzi safenici Incontinenti

Calibro safenico

Calibro della safena Interna a 15 cm dalla cross.

 

 

 

 

 

 

 

Calibro della safena

Il calibro della safena, cioè il suo diametro, viene spesso utilizzato come giustificativo di un intervento demolitivo. In una serie di 1699 safene interne il calibro del vaso è stato misurato a circa 15 centimetri dalla cross, con esclusione dei gozzi safenici. Come si può vedere dal grafico le safene interne hanno un calibro compreso nella maggior parte dei casi fra 3 e 5 mm Ø, un calibro quindi di poco superiore a quello delle safene normali. Se si considera che dopo chirurgia emidinamica il calibro safenico si riduce di circa il 40% , ciò vuol dire che riusciamo ad ottenere delle safene di calibro normale in oltre il 70% dei casi.

 

 

Numero di gozzi
Gozzi safenici Il numero di gozzi è estremamente limitato dalla presenza della fascia.
In conclusione:
la safena è la vena più lunga che abbiamo nel corpo ed ha, anche se incontinente, una importanza fondamentale nella circolazione delle gambe. La sua conservazione è possibile e mandataria anche in relazione alle contenute alterazioni parietali che fanno si che essa rappresenta sempre un ottimo materiale per un intervento di by-pass ed un valido condotto in caso di ostruzione delle vene profonde.

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La safena , a cosa serve e perchè non viene tolta nella cura CHIVA per le vene varicose

Questo articolo fa comprendere l’importanza conservare la safena nel trattamento delle vene varicose con la cura CHIVA.
La safena è la vena più lunga che abbiamo. Essa origina dalla caviglia e decorrendo nella parte interna della gamba e della coscia giunge fino all’inguine, dove confluisce nella vena femorale comune. Non è una vena sottocutanea, bensì è rivestita da una fascia che forma intorno ad essa come una calza elastica. Questa calza elastica naturale fa sì che la safena anche se ammalata, si dilati modicamente e non diventi quasi mai tortuosa.  Per la presenza di questa fascia le vene varicose che noi vediamo ( varici ) quando un paziente soffre di  insufficienza  venosa superficiale sono delle vene accessorie e non la safena.

OcchioSafenico

La sua funzione è quella di indirizzare il sangue dalla superficie fino alle vene profonde che si trovano al di sotto dei muscoli, attraverso le quali il sangue ritorna fino al cuore (questa funzione viene sempre conservata nella cura CHIVA ).

Essa ha quindi una posizione intermedia fra la superficie e la profondità e costituisce una specie di collettore di raccolta. E’ connessa con le vene profonde all’inguine e anche durante il suo decorso attraverso un sistema di vene dette comunicanti , o perforanti ( perchè perforano la fascia muscolare ), che la mettono in comunicazione con le vene profonde in modo che il sangue che viene dalle  vene più superficiali una volta nella safena possa raggiungere senza difficoltà le vene profonde. La sua funzione nel ” drenaggio “, cioè nel ritorno del sangue al cuore, è quindi molto importante.

La safena è anche una vena che può salvarci la vita.

Infatti essa può essere utilizzata in cardiochirurgia e in chirurgia vascolare per effettuare dei by-pass che permettono di superare delle ostruzioni, come per esempio al cuore, in caso di ostruzione delle arterie coronariche.

Le varici, cioè un quadro di insufficienza venosa superficiale in cui la safena non ha più le valvole che funzionano, sono una malattia che in genere si manifesta prima dei 30 anni, quando il paziente non soffre ancora di arteriosclerosi e non pensa alla sua safena come parte di un intervento salvavita.

Le terapie più conosciute per il trattamento delle varici prevedono la asportazione della safena ( stripping ) o la sua distruzione con la scleroterapia o con il laser endovascolare.

Ciò, oltre a creare un danno al drenaggio che la natura dovrà cercare di correggere, priva il paziente della possibilità di usare la safena per un intervento salvavita come un by pass.

Sappi che oggi esistono delle procedure scientificamente validate ( la cura CHIVA ) per il trattamento delle vene varicose che non prevedono la distruzione della safena e  che sono realizzabili in anestesia locale con un intervento ” leggero” e che hanno risultati a distanza superiori allo stripping ed al Laser.                  Per saperne di più:   www.veneinforma.com

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Vene Varicose: cosa succede se, dopo aver eliminato la safena, un punto di fuga già trattato recidiva?

Lo stripping (cioè la asportazione chirurgica della safena) o la eliminazione termica (con il Laser endovascolare) o con la schiuma sclerosante della safena è sempre preceduta dal trattamento del punto di fuga, cioè della comunicazione patologia fra vene superficiali e vene profonde.
Un punto di fuga, anche se trattato correttamente, può recidivare, cioè il sangue può ritornare a refluire ( cioè a scorrere in maniera opposta a quella normale) dalle vene profonde verso quelle superficiali. Questo evento è chiamato recidiva del punto di fuga.
Abbiamo detto che il sangue scorre dalle vene superficiali immediatamente sottocutanee verso la safena interna che invece è nello sdoppiamento della fascia e da quest’ultima nelle vene profonde.

Il flusso venoso

Come scorre il sangue venoso nel soggetto normale

In un punto di fuga non operato il sangue scorre dalla vena profonda nella safena. Ma se dopo l’intervento la comunicazione patologica fra le vene profonde e la superficie si riapre , cioè se il punto di fuga operato recidiva, mancando la safena il sangue raggiunge il sottocutaneo e fa dilatare nuove vene varicose la dove prima non si vedeva niente. Per fare un esempio è come fare una diga per ridurre il flusso di acqua nel fiume. Se la diga si rompe il fiume torna ad essere in piena, ma se quando la diga si rompe il fiume è stato eliminato, l’acqua della diga allagherà tutto ciò che trova nelle vicinanze del fiume.
Presupposto dello stripping è quindi che dopo aver chiuso il punto di fuga ed eliminato la safena non si riformi niente. Ma questo non è affatto così, infatti le recidive da punto di fuga già trattato rappresentano il 78% del totale delle recidive dopo stripping.
RecidivaPuntoFuga
In assenza della safena la recidiva di un punto di fuga da origine ad un quadro disastroso di nuove vene varicose alla coscia ed alla gamba molto più esteso di quanto lo fossero prima dell’intervento.
Se un punto di fuga recidiva dopo chirurgia emodinamica si verrà a creare una comunicazione simile a quella prima dell’intervento, cioè di un flusso patologico che dalle vene profonde raggiunge la safena . Questo flusso dopo CHIVA sarà indirizzato di nuovo nelle vene profonde attraverso le perforanti di rientro, e non sempre sarà necessario procedere ad un reintervento. Nel caso un nuovo trattamento sia necessario sarà molto più semplice di quello dopo la eliminazione della safena.

Per saperne di più :

http://chiva.it/vene-varicose-recidive/

http://www.veneinforma.com/TrattamentiDemolitivi/Recidive.html

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Vene Varicose: Cos’è un punto di fuga e che importanza ha nel trattamento emodinamico e non.

Nel sistema venoso le valvole danno al sangue una direzione univoca

Valvole venose e loro funzionamento

Valvole venose e loro funzionamento

, dal piede verso il cuore e dalla superficie verso la profondità. Il sangue cioè dalle vene immediatamente sottocutanee raggiunge le collaterali, sempre poste nel sottocute e da qui arriva negli assi safenici da dove viene indirizzato nelle vene profonde.

Schema che mostra il ritorno venoso nel soggetto sano

Schema che mostra il ritorno venoso nel soggetto sano

Il sangue quindi ritorna al cuore passando per gli assi safenici che hanno la funzione di un collettore di raccolta.

Quando le valvole della safena non funzionano ed in particolare quando anche le valvole delle vene che mettono in comunicazione la safena con le vene profonde non funzionano, il sangue segue una direzione patologica e dalla vene profonde viene verso la safena (mentre normalmente dovrebbe essere il contrario).

Valvola della cross safeno-femorale non funzionante.

Valvola della cross safeno-femorale non funzionante.

Questi punti di fuga sono in genere rappresentati dalle cross safeniche e dalle perforanti, sistemi che normalmente vengono utilizzati per inviare il sangue nelle vene profonde, ma a causa del cattivo funzionamento delle valvole diventano il punto di origine di un flusso che va a sovraccaricare la rete superficiale ( assi safenici e collaterali). Il sangue che origina dalle cross safeniche non funzionanti (dette incontinenti) raggiunge gli assi safenici, e poichè anche le valvole di questi ultimi non funzionano, va verso il piede. Una volta arrivato nella parte della gamba il sangue ritorna nelle vene profonde e da qui risale verso il cuore.

Ricircolo vizioso nel soggetto con le vene varicose.

Ricircolo vizioso nel soggetto con le vene varicose.

Quando arriva a livello della cross safenica che non funziona, però, torna di nuovo verso la safena e da qui verso il basso. C’è quindi un vero corpo morto circolante, cioè una quota di sangue che rigira in circolo fra la caviglia ed il punto di fuga senza mai raggiungere i polmoni per ossigenarsi.

 

 

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La safena e la sua fascia di protezione che la differenzia dalle vene varicose.

Anatomia_occhio_safenico
La posizione anatomica della safena è molto importante per programmare la cura CHIVA nelle vene varicose.

La safena interna non è una vena propriamente sottocutanea, ma è rivestita da uno sdoppiamento della fascia superficiale che la riveste formandogli una specie di calza elastica che all’ecografia è visibile con una immagine che richiama quella di un occhio ed è detta “occhio safenico”.Una “fascia” è una struttura rigida che serve a separare i tessuti ed a contenerli. La fascia safenica riveste la vena su tutto il suo decorso e la contiene come se fosse una calza elastica. Questo fa si che la safena, anche se le sue valvole non funzionano, non si dilata, perchè la pressione all’interno del vaso è bilanciata dalla contenzione della fascia. Infatti il numero dei “gozzi” , cioè delle dilatazioni segmentarie, della safena alla coscia è molto contenuto e c’è sempre una discrepanza fra le vene varicose visibili e la dilatazione della safena.Le vene varicose visibili non sono rivestite dalla fascia come la safena, ma si trovano nello spazio immediatamente sottocutaneo.
Nel suo libro sulla cura CHIVA del 1989 il Dr. Claude Franceschi descrive i compartimenti anatommici delle vene dell’arto inferiore. successivamente, nel 1990 il Dr. Marc Bailly descrive l’immagine ecografica dell’occhio safenico, che costituisce oggi la guida durante una cartografia venosa emodinamica per seguire la safena. La safena interna non è l’unica vena contenuta nell’ occhio safenico, lo sono anche la safena accessoria anteriore che si trova sulla faccia anteriore della coscia, la safena esterna , che si trova sulla faccia posteriore della gamba, e la vena di Giacomini che si trova sulla faccia posteriore della coscia. La safena anteriore in alcuni casi, quando la safena interna è atrofica, cioè molto piccola, può ecograficamente essere scambiata per la safena interna. Ecograficamente si può individuare la safena anteriore immaginando una linea perpendicolare sui vasi femorali, ciò che è posizionato medialmente a questa linea è la safena interna e ciò che invece si trova all’esterno è la safena anteriore. Anche questa immagine ecografica è stata descritta dal Dr.Marc Bailly e si chiama ” segno dell’allineamento”.

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La CHIVA 24 anni dopo. Relazione congressuale del Gennaio 2012


Questa relazione è stata tenuta al congresso della Società Italiana di Flebologia svoltosi a Salerno nel Gennaio 2012 e tratta l’importanza della CHIVA di non togliere la safena nella cura delle vene varicose.

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Il sito chiva.it si rinnova: tutto sulla chirurgia conservativa emodinamica delle varici.

Il vecchio sito chiva.it è accessibile al seguente link .

Per informazioni rivolte al paziente si consiglia di visitare il sito veneinforma.com .

Per informazioni relativa allo studio medico del dott. Ermini visitate il seguente studioermini.org

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