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Le Teleangectasie > Cellulite e teleangectasie
Note di fisiopatologia delle teleangectasie correlate alla cellulite.

Teleangectasie rosse Ermini Stefano








 Le teleangectasie rappresentano un problema prevalentemente estetico, anche se inserite nella classe C1 della classificazione CEAP dell' insufficienza venosa cronica. Il raggiungimento di un buon risultato estetico è talvolta difficile e si rischia di non soddisfare le attese della paziente. Un buon consenso informato è quindi indispensabile prima di iniziare il trattamento.


Le teleangectasie non sono tutte uguali. Molto spesso si osserva vicino ai capillari una vena blu. Questa vena blu, detta reticolare, può originare o terminare nei capillari. In pratica possiamo avere una aspetto a " pino " con le teleangectasie in alto e la reticolare in basso o a " pino rovesciato " con le teleangectasie in basso e la reticolare in alto.


Si configurano due situazioni differenti ( 1 ) .


A) Le teleangectasie con la chioma in alto ( foto 1) originano quasi sempre dalla cellulite, dove, per una difficoltà del sangue a rientrare dalla cute in profondità, si sono formati dei circoli di compenso, appunto i capillari, che noi vogliamo eliminare e la vena reticolare rappresenta la via di scarico di questi capillari. Eliminare un compenso che la natura ha creato sarà possibile solo se aiuteremo la circolazione a ricrearne un altro meno " disestetico" del precedente.


Per fare ciò dovremo:


1.        Agire sulla cellulite per migliorarne il drenaggio. Ciò è possibile con varie metodiche che non sono oggetto di questo articolo e che non rientrano nella medicina ufficiale.


2.        Iniziare il trattamento dai capillari e non dalla reticolare


3.        Realizzare una situazione emodinamica per cui i nuovi vasi, che si riformeranno dopo che avremo chiuso quelli visibili, siano profondi e non visibili. Per fare questo prescriveremo  alla paziente una calza elastica, o un tutore elastico, da indossare per almeno due settimane.


4.        Essere " dolci" nel trattamento, cioè iniettare liquidi sclerosanti di bassa efficacia, ed effettuare sedute distanziate fra loro. Ciò farà si che avremo una occlusione progressiva dei capillari, che andrà di pari passo con il ripristino del drenaggio. Ciò eviterà che nuovi capillari si ripresentino poco dopo la fine del trattamento.


È ovvio che la vena reticolare in queste situazioni rappresenta la via drenaggio dei capillari, e non deve essere toccata. Questo tipo di teleangectasie infatti sono più evidenti in posizione sdraiata che in piedi, perchè in piedi la pressione idrostatica ne facilita lo svuotamento.


Disattendere queste regole espone al rischio del " matting ", cioè alla formazione di piccoli capillari finissimi, rossi, che sembrano una ecchimosi, ma che scompaiono alla digitopressione. Il “ matting” è spesso più visibile delle teleangectasie a cui si è sostituito.


 


B) La chioma dei capillari è rivolta verso il basso e la vena reticolare li sovrasta ( foto 2 ): in questo caso è la vena reticolare che alimenta i capillari. Questa vena dovrà quindi essere indagata per determinarne l'origine. Per fare ciò useremo l'ecocolordoppler con sonde ad alta frequenza e la transilluminazione. Potranno verificarsi due situazioni:


1.        la vena termina nella cellulite, in questo caso vale quanto già scritto sopra


2.        la vena termina in un vaso di dimensioni maggiori ed è da questo alimentata. Dovremo ricostruire con l'ecocolordoppler un quadro cartografico di questa situazione e ragionare di conseguenza.


3.        iniziare il trattamento eliminando il reflusso nella collaterale ( http://www.youtube.com/watch?v=_t3cLgJ79KM )


 


Questi obiettivi vengono raggiunti attraverso un inquadramento olistico della paziente, la sua sensibilizzazione all'uso delle calze elastiche, e la microscleroterapia con la schiuma. Questa viene realizzata a partire dal Polidocanolo allo 0,25 %, realizzando una schiuma a grosse bolle secondo la metodica di Monfreux (2,3,4,5). Ciò è possibile solo con siringhe in vetro per uso flebologico, cioè da 3 cc con il cono eccentrico ( http://www.youtube.com/user/ERSTEF#p/u/24/ZPW0khJ2p1c ). Un trattamento laser potrà essere utile in fase di rifinitura.


I risultati sono buoni, ma vanno valutati e previsti da caso a caso, dissuadendo la paziente dall'aspettarsi ciò che di fatto non è possibile raggiungere.


 


 


Bibliografia


 


 


1.        Cappelli M : Riflessioni di emodinamica sulle teleangectasie. In “ Scleroterapia II° Edizione “ di F.Mariani e S.Mancini, ed Minerva Medica, Torino 2006


2.        Benigni J.P., Sadoun S., Thirion V., Sica M., Demagny A., Chahim M. Télangiectasies et varices réticulaires. Traitement par la mousse d'Aetoxisclérol a 0,25%. Présentation d'une étude pilote. Phlébologie 1999,(52) 3:283-29


3.        Monfreux A. Traitement sclérosant des troncs saphènies et leurs collatérales de gros calibre par la méthode MUS Phlébologie 1997;50(3):351-3


4.        Goldman MP: My sclerotherapy technique for telangiectasia and reticular veins. Dermatol Surg. 2010 Jun;36 Suppl 2:1040-5.


5.        Green D: Sclerotherapy for varicose and telangiectatic veins. Am Fam Physician. 1992 Sep;46(3):827-37


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Le teleangctasie note di fisiopatologia
Breve descrizione sulla fisiopatologia delle teleangectasie [continua >>]

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